“ALL’INFUORI DI ME”
La folla e l’esperienza religiosa. Un percorso per immagini


Dal 2 marzo al 22 aprile al Museo di Roma in Trastevere 35 immagini
del fotografo romano Andrea Pacanowski raccontano la dimensione collettiva della religiosità


Sono immagini scattate girando tra le “città sante” delle religioni monoteistiche, che raccontano la dimensione collettiva della religiosità nell’epoca globale e mediatizzata attraverso elaborati giochi di riflessi creati prima dello scatto fotografico. Un percorso di ricerca innovativo che il romano Andrea Pacanowski porta al Museo di Roma in Trastevere dal 2 marzo al 22 aprile con la mostra All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa: una selezione di 35 fotografie, a cura di Diego Mormorio, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Organizzazione 4busy , supporto organizzativo e servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Pacanowski non usa post-produzione sulle sue immagini ma agisce sui soggetti prescelti con un uso straordinario delle fonti luminose e delle aperture di diaframma e con effetti creati da vetri e superfici riflettenti. In questo modo supera il criterio di verosimiglianza avvicinandosi alla pittura astratta e le masse di uomini diventano macchie di colore. Osservando le sue fotografie da una certa distanza si coglie la loro natura figurativa, mentre avvicinandosi ci si immerge in un alveare di macchie di colore che lasciano l’impressione cromatica.

È, questo, un approccio artisticamente originale e creativamente ricco al tema della religione come fatto sociale e mediatico. Oggi i momenti di aggregazione religiosa non sono più solo un’esperienza limitata ai partecipanti, ma si fanno immagini, video, materiali destinati a essere scomposti e ricomposti nell’universo mediatico globale. Ma, rispetto a un lungo passato in cui la religione dominava lo spazio pubblico e definiva anche i tempi del lavoro e della festa, oggi si combatte una battaglia per la visibilità. L’uomo religioso deve lottare per affermare la specificità del messaggio di cui si fa portatore. In questa sfida, la qualità e il potere delle immagini, la maestosità delle cerimonie, l’aspetto dell’aggregazione delle masse, la festa collettiva sono delle risorse strategiche chiave che le grandi religioni monoteiste (in particolare il cristianesimo e l’islamismo) hanno a disposizione per marcare la loro capacità di differenziarsi dai nuovi culti à la carte e per affermare la potenza dei numeri giganteschi delle loro schiere di fedeli.

Fotografo per educazione e pittore per vocazione – come scrive il curatore Diego Mormorio - Andrea Pacanowski conduce la luce per vie traverse, usando tele, colori e molti accorgimenti, al fine di creare fotografie che vanno al di là dell’ordinarietà della fotografia. Per essere, invece, scatti poggiati su pitture che sono reti dove vengono intrappolate le immagini al loro passaggio attraverso l’otturatore della macchina fotografica. Egli è pittore in quanto fotografo e fotografo in quanto pittore: autore di immagini che non sono né fotografie né pitture, ma metapitture fotografiche e fotografie metapittoriche. […] Le immagini di Andrea Pacanowski sono il segno di un’idea poetica dell’esistenza, trasfigurata dal gesto creativo, che ha la forza di portare al di là dello specchio, dove Alice attende di essere raggiunta. Sono immagini che vivono nell’incanto originato dalla trasformazione che le cose subiscono lungo la via del rispecchiamento che, come tutte le vie è, in realtà, sempre e fondamentalmente, cammino della trasfigurazione. Il mondo, infatti, è momentaneità fisica osservata da un occhio esso stesso momentaneo, il quale, nella volontà di chi veramente vuole percepire la realtà, aspira a vedere allo stesso tempo l’eternità e l’attimo. […] Le immagini che Pacanowski offre al nostro sguardo sono come un fiume che scorre placido e sul quale scivolano le più variegate ombre. Dobbiamo solo guardarle, accarezzare i colori e sentirci da essi accarezzati. Tutto il resto è inutile, e forse anche dannoso.

Il catalogo è a cura di Angelo Mellone e Diego Mormorio e raccoglie saggi di: Diego Mormorio, Critico e Storico della fotografia; Mario Morcellini, Direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale Sapienza Università di Roma; Angelo Mellone, giornalista e scrittore, dirigente di Radio Rai; Mons. Giangiulio Radivo; Omar Camilletti, giornalista e scrittore; Cesare Terracina, Studioso d'estetica; Julie Kogler, critica d'Arte

Il 12 aprile alle ore 17.30 presso il Museo di Roma in Trastevere si terrà un incontro dal titolo La folla e l’esperienza religiosa.

Biografia Andrea Pacanowski nasce a Roma in una famiglia di artisti: padre architetto, zia pittrice dell’Ecole de Paris, nonna scultrice. Su queste basi costruirà la sua formazione: diplomato al liceo artistico, inizia la gavetta nello studio di Alberta Tiburzi, fotografa italiana di fama internazionale. È fotografo di moda da oltre 20 anni. Ha lavorato in Italia e all’estero, specialmente in Canada e negli Stati Uniti, con collaborazioni editoriali, pubblicazioni e campagne pubblicitarie. Attualmente vive e lavora a Roma. Nel 2008, dalla continua sperimentazione e dialogo con le nuove tendenze artistiche originano un’evoluzione e una ricerca tecnica in cui la fotografia si mescolai alla pittura in un connubio inedito. Il linguaggio fotografico viene così esasperato fino alla creazione di immagini pittoriche tridimensionali. Grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa, che lascia la fotografia priva di alcun intervento di post-produzione, l’immagine diventa quadro. Tale tecnica fotografica, già complessa ed elaborata, è stata ripresa e sviluppata nella sua trasposizione audiovisiva con il valore aggiunto del movimento, della dinamicità e del suono, in “Acquario”, la video-installazione che ad oggi riassume la sua carica innovativa artistica e fotografica.

“ALL’INFUORI DI ME”
The crowd and the religious experience. A path through images


From 2nd March to 22nd April at Museo di Roma in Trastevere 35 images by the Roman
photographer Andrea Pacanowski describe the collective dimension of religiosity


These pictures, taken wandering around in the “holy towns” of the monotheistic religions, describe the collective dimension of religiosity in the media global era through elaborated reflections effects made before the photographic click. The Roman artist Andrea Pacanowski shows his unique project at Museo di Roma in Trastevere from 2nd March to 22nd April in the exhibition “All’infuori di me” The crowd and the religious experience: a selection of 35 photographs by Diego Mormorio, promoted by the Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. Organisation 4busy , organisation support and museum services Zètema Progetto Cultura.

Pacanowski does not use any post-production in his pictures but he works on the chosen subjects through an extraordinary use of the light sources and the diaphragm and with the effects created by glasses and reflective surfaces. In this way he overcomes the verisimilitude criteria approaching the abstract painting and the crowds become splashes of colour. By observing his pictures from a certain distance you catch their figurative nature, while moving closer you dip into a hive of splashes of colour that give the chromatic feeling.

This is an artistically unique way, rich in creativity, to approach the subject of religion as a social and media event. Nowadays the religious gathering moments are not an experience limited to the participants anymore, but they become images, videos, materials destined to be decomposed and recomposed in the global media universe. Today we fight the battle for visibility, compared to the long lasting past during which religion dominated the public space and defined also the boundaries between working time and leisure time. The religious man has to fight to affirm the specificity of the message that he represents. In this challenge, the quality and the power of images, the majesty of ceremonies, the aggregating aspect of crowds, the collective celebrations are the strategic key resources that big monotheistic religions (in particular Christianity and Islamism) have at their disposal to mark their capability to distinguish from new cults à la carte and to establish their power through the enormous number of their believers.

Photographer by education and painter by vocation – as the curator Diego Mormorio states - Andrea Pacanowski conducts the light through alternative ways, using canvas, colours and many devices with the purpose to create photographs that do not belong to ordinary photography. His pictures lay on paintings which are like nets that trap the images passing by through the shutter of his camera. He is a painter being a photographer and a photographer being a painter: he is the author of images that are not pictures nor paintings, but photographic meta-paintings and meta- pictorial photographs. […] Andrea Pacanowski’s images represent the mark of a poetic idea of the existence, transformed by the creative act, that goes beyond the mirror, where Alice waits to be joined. These images live in the enchantment originated by the transformation of things during their reflection process, which represents always and basically, as in all other ways, the transfiguration process. In fact the world is physical temporality, observed by a temporary eye itself, that for those who really want to see reality, wishes to catch the eternity and the instant at the same time. […] The images that Pacanowski offers to our look are like a river that slowly flows and on which various shadows slide. We only have to look at them, caress the colours and feel ourselves caressed by them. Everything else is useless, and maybe even harmful.

The catalogue by Angelo Mellone and Diego Mormorio collects the essays by: Diego Mormorio, critic and expert in History of Photography; Mario Morcellini, Director of Communications and Social Research Department, Sapienza University of Rome; Angelo Mellone, journalist and writer, manager of Radio Rai; Monsignor Giangiulio Radivo; Omar Camilletti, journalist and writer; Cesare Terracina, expert of aesthetics; Julie Kogler, art critic.

On 12 April at 17.30 in Museo di Roma in Trastevere there will be a discussion meeting on The crowd and the religious experience.

Biography Andrea Pacanowski was born in Rome in a family of artists: his father was an architect, his aunt was a painter of “Ecole de Paris”, his grandmother was a sculptor. On these basis he developed his education: he took the diploma at the art high school and started to rise through the ranks in Alberta Tiburzi studio, an Italian photographer internationally known. He is then a fashion photographer for more than 20 years. He worked in Italy and abroad, mostly in Canada and in the United States, contributing to editorials, publications and advertising campaigns. He currently lives and works in Rome. In 2008, following his continuous experimentation and dialogue with the new art trends, starts his evolution and technical research in which photography mixes with painting in a unique union. The photographic language is so exasperated to lead to the creation of three-dimensional pictorial images. Thanks to the use of an innovative technique, that leaves photography without any intervention of post-production, the picture turns into a painting. This photographic technique, complex and elaborated, has been developed also at audiovisual level, with the added value of movement, dynamism and sound, in “Acquario”, the video installation that sums up at present his innovative artistic and photographic strength.