Sogni

Il progetto sui sogni, non a caso prosegue il lavoro eseguito sulle tre grandi religioni monoteiste.

Nella tradizione cristiana il sogno è la manifestazione dello spirito superiore, nel Corano l’interpretazione dei sogni è la pratica per comunicare con Allah, e secondo il Talmud, libro sacro ebraico i sogni sono i messaggeri della parola di Dio.

 

Perfino nel dialogo tra la Dea Iside ed Horus -“Horus, figlio mio, dimmi cosa hai visto affinché le tue sofferenze possano dileguarsi attraverso i tuoi sogni”-, viene espressa l’importanza attribuita ai sogni, dalle divinità.

 

Prendendo in esame  la definizione moderna e agnostica  di Freud, che non vede rivelazioni divine ma solo il rilascio di stimoli sensoriali che attraversano il corpo durante lo stato di veglia,

un sogno si manifesta con un contenuto evidente ed uno latente.

Il primo è “la rappresentazione teatrale” onirica, ossia la storia, ciò che effettivamente si ricorda al risveglio con dettagli, atti, parole, situazioni e persone tratti dal passato più o meno recente e dal presente. Il contenuto latente, invece, il più interessante, quello che si presta alle diverse interpretazioni rappresenta il significato vero del sogno, il più profondo, poiché utilizza materiale immagazzinato nell’inconscio, come desideri repressi o ricordi infantili ormai dimenticati negli anni.

 

Il sogno diviene il mezzo per concretizzare desideri altrimenti irrealizzabili. E’ di per sè, qualcosa di enigmatico, per questo l’interpretazione può essere soggetta a qualsiasi interpretazione: il tempo, lo spazio ed il vocabolario simbolico del sogno non hanno le regole logiche che vivono la realtà.

Il sogno parla per raffigurazioni, per immagini e per simboli mischiati tra loro.

 

In questa condensazione, secondo cui le immagini che hanno fra loro una certa affinità possono essere fuse in una solo rappresentazione, si pone il lavoro di Andrea Pacanowski.

Le opere si leggono con immagini sovrapposte e rappresentano la doppiezza del sogno:

l’aspetto astratto, ossia il contenuto latente, il più profondo, che spazia dal lato oscuro, al desiderio, alla paura si contrappone alla rappresentazione teatrale, chiara e nitida visione di insieme e di situazione reale, vissuta in quel momento preciso senza avere idea di come questo sia arrivato e di quanto duri.

Le opere esposte sono supportate da un percorso audio da ascoltare in cuffia.

Rumori, musiche, suoni, parole presi singolarmente ed uniti al fine di rappresentare la dimensione del sogno, mai uguale, mai muto.

Persino l’uso del colore ha il suo significato onirico. Il bianco e il nero rappresenta il desiderio di fare chiarezza, il rosso è l’energia, il verde indica che il sognatore è in fase di crescita spirituale, il blu è il colore della saggezza…

 

Siamo abituati a pensare che i sogni siano portatori di messaggi e che decifrandoli si possano usare come indicazioni di vita. L’intento di questo lavoro è quello di aprire uno spiraglio sulla consapevolezza del sogno e del proprio sé visto e fotografato dall’occhio  dell’artista.

 

Le immagini derivanti dalla narrazione dei sogni  sono un pre-testo per arrivare al vero testo ossia la narrazione della propria realtà onirica.