Punto di vista

di Angelo Mellone, giornalista e scrittore, dirigente di Radio Rai
La particolare tecnica fotopittorica di Andrea Pacanowski pone la pittura, e il rapporto che si genera con la tela e i materiali utilizzati, all’inizio e alla fine del procedimento creativo, dove convergono la biografia professionale dell’artista e la continua ricerca di nuove metodologie di cattura dei “mondi vitali”. La fotografia sta nel mezzo, strumento ed espediente di osservazione iperreale. Per questo la sua arte, una complessa e originale sovrapposizione tra il piano di lavoro fotografico e quello propriamente pittorico, viene definita fotosintesi, in un plurale rimando di metafore. In natura, infatti, la fotosintesi è il procedimento attraverso cui le piante, attraverso l’energia solare, trasformano l’anidride carbonica e l’acqua in glucosio, ovvero in sostanza nutritiva. Analogamente, il metodo di Pacanowski consente, attraverso l’intuizione artistica, di fondere l’elemento fotografico e quello pittorico al principio, e non solo alla fine, dei suoi quadri. La tela, lavorata e preparata attraverso una accurata scelta dei materiali, è lo specchio dove Pacanowski riflette l’intuizione fotografica. E la tela, in un procedimento complesso di contaminazione tra l’immagine e la sua manipolazione possibile, ritorna come la superficie dove questa azione di sintesi si riversa: non più e non solo fotografia, non più e non solo interpretazione pittorica. Fotosintesi, infine, è evocazione dei materiali sintetici che Pacanowski impiega sulla tela come reagente, come stimolo indotto alla figura per scovare, immaginare, ipotizzare il suo punto di vista. La dimensione fotosintetica dei quadri di Pacanowski, così, non annulla la realtà, ma la trasfigura e la radicalizza in un continuo, inesausto esperimento cromatico.
Point of view
by Angelo Mellone, journalist and writer, manager of Radio RAI
Andrea Pacanowski’ peculiar photo-painting technique places painting, and the relationship with the canvas and the materials used, at the beginning and at the end of the creative process, where the professional biography of the artist and the continuous research of new methods of capturing “living worlds” are focused. Photography is in the middle, as means and reason of observation of reality. This is why Andrea Pacanowski’s art, a complex and original overlapping of photographic work and painting, is called “photosynthesis” in a metaphorical way. In fact, in nature photosynthesis is the process of plants using the sun energy to transform carbon dioxide and water into glucose, a nutritious substance. In the same way Pacanowski’s technique, through artistic intuition, fuses the photographic and painting elements not only at the beginning but also at the end of the working process. The canvas, prepared with an accurate choice of materials, is the mirror on which Pacanowski reflects the photographic intuition. And the canvas, through a complex process of contamination of the image and his effective manipulation, becomes the surface where this synthesis takes place: not just photography, not just painting interpretation. In the end photosynthesis is the evocation of synthetic materials used by Pacanowski on the canvas as reactant, as stimulus produced to the image to find out, imagine and make hypothesis on his point of view. Therefore the photosynthetic dimension of Pacanowski’s works does not cancel reality, but transforms and radicalizes it in a continuous and never exhausting chromatic experience.